Politica, cultura, sindacato

Una vita per i diritti dei lavoratori del mare

Iscritto al PSI dal 1964 e sindacalista CGIL per più di trent'anni, Giovanni Santoro difese i diritti dei lavoratori e si ritirò ufficialmente dalla politica nel 1994.

Iscritto al PSI dal 1964, militante della sinistra fin dal Fronte Democratico Popolare, sindacalista CGIL per più di trent'anni: i diritti dei lavoratori non erano un privilegio, ma una conquista da difendere ogni giorno, senza lasciare nessuno indietro. Si ritirò ufficialmente dalla politica nel 1994.

Il sindacalista

In un ritratto pubblicato su «Controluce», dopo l'elezione in Consiglio Comunale, Giovanni Santoro è presentato come «quotatissimo sindacalista»: le sue maggiori soddisfazioni, scrive il giornale, le ebbe più come sindacalista che come consigliere comunale.

  • Era rappresentante nazionale del personale delle navi traghetto iscritti alla CGIL.
  • Non si contavano più i viaggi di andata e ritorno da Ariccia, sede di importanti convegni ai quali partecipò.
  • Faceva parte della redazione del giornale Sicilia Trasporti e collaborava alla Tribuna dei ferrovieri.

La difesa degli ormeggiatori

Tra le sue battaglie sindacali ci fu la difesa degli ormeggiatori delle navi traghetto delle Ferrovie dello Stato nel porto di Villa San Giovanni. La vertenza si concluse con la sistemazione di una parte di essi presso altri settori del lavoro ferroviario, mentre i rimanenti furono sistemati nei servizi accessori dell'invasatura e dei ponti mobili.

I servizi dello Stretto di Messina

Continuare a livello politico la battaglia intrapresa da tempo dal sindacato per la pubblicizzazione dei servizi dello Stretto di Messina, ovviamente senza incidere sui livelli occupazionali, a bordo e a terra, era la maggiore aspirazione a cui tendeva.

Un servizio ferroviario sul mare

Per capire quella battaglia bisogna ricordare che sullo Stretto il treno viaggia sull'acqua da oltre un secolo. Il traghettamento ferroviario con i ferry-boat parte il 1° novembre 1899, con le navi Scilla e Cariddi della Società per le strade ferrate della Sicilia. Nel 1905 la gestione passa alle Ferrovie dello Stato, che la mantengono fino al 2001, anno in cui il servizio passa a RFI (Wikipedia; Ferrovie Siciliane). Gli stessi nomi, Scilla e Cariddi, tornano tra le navi che Giovanni Santoro comandò.

Per questo gli equipaggi delle navi traghetto, fino agli ormeggiatori, facevano parte del personale ferroviario: la stessa categoria dei ferrovieri, organizzata nel Sindacato Ferrovieri Italiani, nato nel 1907, sciolto dal regime fascista nel 1925, ricostituito nel 1944 e aderente alla CGIL (Wikipedia).

La battaglia per la pubblicizzazione dei servizi dello Stretto, senza incidere sui livelli occupazionali, a bordo e a terra, si inseriva così in una storia lunga: quella di un servizio che per tutto il Novecento era stato pubblico e ferroviario.

Pagina del giornale «Controluce» con il ritratto di Giovanni Santoro, la sua fotografia e l'articolo
Il ritratto «Giovanni Santoro» pubblicato su «Controluce». Tocca l'immagine per ingrandirla.

Compagni di battaglie

Compagno di partito del professor Salvatore Cingari, deputato di Campo Calabro.

Amicizia con Falcomatà

Profonda stima reciproca con il Sindaco di Reggio Calabria Italo Falcomatà.

Kiwanis Club

Socio per 46 anni del Kiwanis International a Villa San Giovanni, di cui fu presidente per 4 anni, accanto ai più bisognosi.

Umiltà

Con rara umiltà declinò l'onorificenza di Cavaliere del Lavoro.